Interviste

“Una cosa che questa pandemia mi ha insegnato è che noi Avvocati dobbiamo essere estremamente flessibili mentalmente”

Avvocato specializzato in contratti internazionali che lavora con la Camera di Commercio Italiana a Nizza, in Francia, la signora Luisa Bergamino ha parlato con WOLEP del suo amore per il codice civile italiano di ispirazione napoleonica, della sua visione della professione nel 2021 e di come il suo gusto per viaggiare la fa crescere nella sua carriera.

D: Per favore, guidaci attraverso il tuo percorso professionale finora. Da quanto tempo pratichi Giurisprudenza e da dove è iniziato tutto?

R: Ho frequentato la facoltà di giurisprudenza a Torino e dopo la pratica professionale ho ottenuto subito la qualifica di Avvocato. Ho sempre praticato il diritto civile con particolare riguardo alla consulenza legale per le aziende nella negoziazione e redazione di contratti commerciali e nella consulenza nei rapporti con clienti e fornitori.

Nell’affiancarmi a loro sempre di più ho intuito la loro necessità di supporto nell’ambito del diritto del commercio internazionale perchè naturalmente non è possibile ormai limitarsi a commerciare solamente sul proprio territorio.

Al fine di garantire loro assistenza ho frequentato alcuni corsi e master nell’ambito della contrattualistica internazionale per le imprese sino a quest’anno in cui ho conseguito il diploma presso la scuola di alta formazione specialistica nell’ambito dell’International Business Law – Commercial Contracts, Foreign Investments & Dispute Resolution.

 

D: Cosa ti ha attirato in primo luogo al diritto civile?

R: Sin dall’esame di diritto privato all’università ho trovato piuttosto curioso questo mondo basato, almeno per l’Italia, su un codice civile che ho sempre apprezzato molto.

Ciascuna norma è un incastro perfetto con l’altra e sembra quasi un rompicapo matematico.

Il codice civile italiano si basa sul codice napoleonico, ma utilizza tecniche di generalizzazione tipiche della legislazione tedesca, come la previsione di 'disposizioni generali' e l'introduzione di 'clausole generali'.

Il codice civile italiano si colloca in una posizione intermedia: codifica le grandi realizzazioni idealistiche del liberalismo ottocentesco, ma modella i singoli istituti secondo le esigenze emerse dal mondo dell'attività economica o inerenti allo sviluppo del commercio. E trovo affascinante che dopo tutti questi secoli, molti dei suoi regolamenti stiano andando avanti, siano ancora applicabili. La seconda parte più affascinante per me è che questi regolamenti sono perfettamente interconnessi. E si ha la sensazione che, quando il legislatore ha cercato di intervenire e cambiare qualcosa, ha rischiato di distruggere questo macchinario perfettamente incastrato.

Ma tornando indietro: Il diritto civile poi mi ha permesso di affiancarmi al mondo dell’imprenditoria arricchendo quindi il mio bagaglio anche culturale.

Sono infatti cresciuta in un ambiente di imprenditori e ho sempre trovato interessante la loro visione del mondo.

Attraverso il diritto civile ho avuto quindi l’opportunità di partecipare a molteplici negoziazioni contrattuali e questo mifa sentire parte di un sistema volto a ricercare sempre più un punto di incontro tra le parti anzichè di scontro in tribunale.

La mia visione di essere un Avvocato è che per un praticante di diritto civile è fondamentale che sviluppi un atteggiamento di negoziazione di un contratto. Il contratto per me è uno strumento utile, serve non solo a prevenire che le cose accadano ma anche ad aiutare le aziende a vendere. Quindi nel 2021 l'Avvocato deve avere la capacità di mediare la situazione in cui l'azienda deve vendere, ma deve anche essere tutelato nella vendita. Quindi dobbiamo essere un alleato di manager e società commerciali. E la difficoltà più grande, secondo me, è superare questa visione eccessiva del tutoraggio che a volte si tende ad avere.

 

D: Abbiamo notato che lei annovera, tra le sue aree di attività, Diritto dell'Arte e del Patrimonio. Venendo dall'Italia, un paese noto per la sua cultura, suona come una scelta di carriera ispirata. Cosa fa un avvocato d'arte e patrimonio?

R: Nel mio caso si occupa di redigere contratti per la compravendita delle opere.

L’attività naturalmente è particolarmente interessante laddove ci si affianca inevitabilmente a colleghi esperti in diritto della proprietà intellettuale le cui competenze sono certamente complementari alle mie.

 

D: Mi puoi dire qualche cosa sulla tua specializzazione principale, contratti internazionali?

R: Beh, mi occupo delle revisioni di tali contratti ma le scrivo anche. La cosa interessante di questo tipo di attività è che ti fa studiare culture diverse. Nel senso che un Avvocato, per definizione, deve essere curioso, secondo me, perché non esiste un caso perfettamente uguale a un altro. Ecco perché il mio lavoro è bellissimo, perché non smetti mai di imparare cose nuove. Devi studiare sempre di più.

Inoltre, a volte è difficile conoscere anche la giurisprudenza del proprio paese, figuriamoci quella di un altro paese. Eppure, spesso, come Avvocato Contrattualista Internazionale, entri in contatto con ordinamenti giuridici diversi. E quindi, anticipo la tua ultima domanda, perché mi è piaciuto WOLEP in primo luogo?

Perché quando gestisci un contratto internazionale devi sapere quale legge è applicabile al contratto.

Inoltre, in caso di redazione e possibilità di scelta, non sempre la legge del proprio cliente è la migliore.

Quindi è fondamentale collaborare con un avvocato locale che saprà indicare vantaggi e svantaggi della sua legislazione permettendoti di scegliere ciò che è meglio per il cliente. Quindi WOLEP in questo caso è perfetto, perché mi permette di lavorare al fianco di avvocati di tutto il mondo, esperti di diritto nazionale, che conoscono le peculiarità e i rischi di quella specifica legge.

Inoltre, poiché il mio hobby principale è viaggiare, possiamo dire che unisco la mia passione alla curiosità per la conoscenza e al lavoro.

La cosa interessante della redazione di contratti internazionali è che ti fa studiare culture diverse. Non smetti mai di imparare cose nuove, il che è bellissimo.

D: Puoi citare un particolare risultato degli ultimi 12 mesi di cui sei più orgogliosa?

R: In realtà, si tratta dei miei ultimi due anni di lavoro, perché non è stato facile diplomarsi in una scuola internazionale e migliorarmi continuamente professionalmente mentre lavoravo. Inoltre, le mie lezioni erano, per lo più, in inglese, quindi ho dovuto migliorare anche in questa particolare lingua. Sono molto orgogliosa di aver conseguito il diploma nell’ambito della contrattualistica internazionale per l’impresa di cui parlavo prima poiché mi ha permesso di rimettermi in gioco e ridefinire i confini delle mie competenze professionali. Credo che la professione muoia nel momento in cui cessa il nostro processo di apprendimento. L’avvocato deve essere curioso per natura.

 

D: Qual è la cosa più importante che hai imparato sul lavoro in questa pandemia in corso?

R: Che non sempre il diritto positivo ci fornisce le risposte che vogliamo o che ci servono.

L’attività di interpretazione è molto importante e ancora una volta il diritto internazionale privato mi ha certamente aiutato a gestire e comprendere il concetto di forza maggiore che fino a quel momento forse era stato sempre sottovalutato un pochino.

Da un punto di vista umano invece mi ha permesso di capire da che parte stare.

Affiancare le imprese ritengo ci ponga in un contesto doveroso di negoziazione.

Sono molto orgogliosa di aver affiancato i clienti rinegoziando i contratti evitando qualsiasi contenzioso.

Questa attività si è posta in continuità con la mia visione più attuale dell’avvocatura che ritengo nel 2021 debba porsi prevalentemente in un’ottica di rapporto continuativo con la clientela volto prevalentemente a prevenire il contenzioso.

Quando redigo contratti internazionali, WOLEP è perfetto, perché mi permette di lavorare al fianco di Avvocati di tutto il mondo, esperti del loro diritto nazionale, che conoscono le peculiarità e i rischi di quella specifica legge.

D: Come descriveresti i recenti sviluppi del diritto italiano? Ci sono stati cambiamenti significativi che hanno influenzato la tua pratica?

R: In questo momento in Italia siamo in attesa di vedere come si svilupperà la riforma del processo civile. Al momento è un lavoro in corso. Ma state tranquilli, vi terrò aggiornati.

 

D: Non sei estraneo a lavorare su una scena internazionale. Abbiamo notato che sei un esperto presso la Camera di Commercio Italiana a Nizza, in Francia. Cosa significa questa posizione e come è nata per te?

R: Questa situazione è nata perché abito a circa due ore da Nizza e dunque molti clienti hanno iniziato ad operare sul territorio francese e dunque ho dovuto necessariamente ampliare le mie competenze in tal senso.

Quello che amo della Camera di Commercio Italiana a Nizza è questo costante e continuo lavoro di avvicinamento tra le due culture. È una grande opportunità per me, che mi ha dato la possibilità di conoscere meglio il diritto francese. Quindi sono davvero grata per questa opportunità.

A questo si aggiunge certamente un profondo amore per la Francia dove scappo appena posso nel tempo libero. Amo sia la lingua francese che la Francia per la sua cultura e il suo patrimonio.

 

D: Cosa ti ha fatto aderire a WOLEP?

R: Wolep è una realtà assolutamente interessante per qualsiasi Avvocato perchè consente un continuo confronto con il mondo dell’avvocatura a livelli mondiali.

A maggior ragione diventa interessante se si pensa ad una situazione tipica di chi opera nella contrattualistica di impresa.

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